Durante gli studi al tsc imparai dal nostro docente Paul Breymaier: «Non cerchiamo solo pensieri su Dio, ma lui stesso!»
Mi ha fatto piacere che alla conferenza Chiesa Viva Svizzera a marzo 2025 non abbiamo cercato e trovato solo parole sullo Spirito Santo, ma, come mi hanno raccontato numerosi partecipanti, anche l’esperienza concreta con lui. È lo Spirito di Dio che ci rivela il Padre e il Figlio. Se non hai mai incontrato Gesù in carne ed ossa o udito la voce del Padre, l’incontro con Gesù o con il Padre è sempre avvenuto tramite lo Spirito.
La fede nasce e cresce attraverso l’incontro con il Dio vivente (Padre, Figlio e Spirito Santo) e solo tramite questo incontro.
Diverse citazioni bibliche lo confermano: Giovanni 6,44; Giovanni 15,26; Giovanni 20,16-17; Atti 22,6-9; o anche 2 Corinzi 12,9. La fede nasce e cresce:
- non semplicemente attraverso corrette conoscenze teologiche, per quanto importanti, perché danno contenuto alla fede,
- non semplicemente attraverso convincenti argomentazioni teologiche, per quanto possano essere utili a rimuovere gli ostacoli alla fede,
- non semplicemente attraverso un vivere di servizio, per quanto importante possa essere, perché rende esperienza la fede, l’amore e la speranza,
- non semplicemente attraverso buone relazioni (amicizie, famiglia), per quanto importanti possano essere, perché la fede si manifesta nel nostro amore,
- non semplicemente attraverso una «ospitalità adatta ai tempi» (culto, eventi giovanili), per quanto importante possa essere, perché siamo persone di qui e ora e vogliamo raggiungere gli altri,
La fede nasce e cresce allora e solo allora, quando in tutte queste cose incontriamo Dio. La nostra fede personale ha bisogno di sperimentare Dio sempre di nuovo e di incontrarlo personalmente. L’esperienza della presenza di Dio attraverso il suo Spirito è proprio ciò che attrae anche chi non fa parte della chiesa. Johannes Hartl ha spiegato una volta: «C’è una sola cosa che rende la chiesa attraente, ed è la presenza di Dio. In tutto il resto, i partiti politici, i concerti rock, i parchi di divertimento o i cinema sono migliori. Ma Dio desidera abitare in mezzo al suo popolo.» L’esperienza dello Spirito Santo e il desiderio di raggiungere gli altri con parole e azioni (evangelizzazione e diaconia) vanno di solito insieme (cfr. Giovanni 20,21-22; Atti 1,8). La chiesa raggiunge le persone quando esse sperimentano concretamente la presenza e la potenza di Dio, sia in forme tradizionali sia in forme contemporanee. Tali momenti santi di incontro con Dio nei nostri culti, altri eventi e nella sfera personale non si possono «fare» a comando. Ma si può creare lo spazio perché possano accadere e cercarli attivamente, sia nella preghiera, nella lettura della Bibbia, nella predicazione, nella Santa Cena, nell’adorazione, nelle opere di carità, nelle testimonianze personali, nella comunione vissuta, e così via.
Decisivi sono la nostra dedizione, il nostro desiderio e il nostro orientamento verso il Dio Trino. Se il fattore decisivo è che le persone (credenti e non credenti) incontrino Dio e lo sperimentino nei nostri culti, in altri eventi e negli incontri personali, quale conseguenza ha questo per il tuo atteggiamento come visitatore, visitatrice, collaboratore o collaboratrice?Accanto alla porta della chiesa Mosaik di Neftenbach (che fa parte di Chiesa Viva Svizzera) c’è scritto: «Ci sono molti buoni luoghi per incontrare Dio, uno di questi è qui.»
Questo senso di identità e questa aspirazione sono quello che auguro a tutte le chiese Viva!

Christian Haslebacher
Responsabili del comitato direttivo e responsabile regionale della Svizzera orientale





